Programmare? È un gioco da bambini

Sulla Stampa del 16 aprile 2014 è comparso un interessante articolo dal titolo:

Programmare? È un gioco da bambini

Viene sottolineata l’importanza di imparare il linguaggio dei computer. La scuola italiana è ancora indietro. In un recente discorso, il Presidente Barack Obama si è rivolto agli studenti americani per stimolarli a imparare un nuovo linguaggio, quello della programmazione – il cosiddetto “coding” –, sostenendo la campagna “Hour of Code ”, lanciata da Code.org per la diffusione delle scienze informatiche. 

L’articolo fa riferimento a Scratch. Questo programma mi è stato mostrato lo scorso anno al Master in Bicocca.  Con Scratch, puoi programmare storie interattive, giochi ed animazioni — e puoi condividere le tue creazioni con gli altri membri della comunità online. E’ facile da usare e molto simpatico!

 

il link all’articolo della Stampa:

http://www.lastampa.it/2014/04/16/tecnologia/tante-storie-per-programmare-il-linguaggio-dei-computer-e-la-scuola-italiana-FZcWScI174Ib6YgsAx8ukI/pagina.html

 

 

IL METODO SILLABICO

Nell’a.s. 2009-10, in collaborazione con la dott.ssa Bertelli, alcune colleghe  e il CTI del Distretto di Mantova, abbiamo organizzato  un corso di formazione che aiutasse le insegnanti ad utilizzare il metodo sillabico precedentemente teorizzato dalla dott.ssa
Emiliani. Per quale motivo abbiamo deciso di approfondire la nostra conoscenza rispetto al metodo sillabico e di diffonderne l’utilizzazione?Precedenti esperienze di insegnamento, anche come docenti di sostegno, ci hanno dimostrato che il metodo sillabico utilizzato con bambini in particolare difficoltà ha dato risultati positivi nel rispetto dei loro tempi e ritmi di apprendimento.
Abbiamo quindi pensato che se il metodo sillabico rispetta le tappe evolutive di apprendimento della letto-scrittura e dà risposte positive rispetto all’alfabetizzazione degli alunni in difficoltà, a maggior ragione avrebbe dovuto favorire, o per lo meno non ostacolare, gli alunni a sviluppo tipico. Il metodo sillabico si fonda sulla premessa ampiamente dimostrata in letteratura che i bambini imparano
naturalmente (senza esplicito insegnamento impartito) a segmentare verbalmente una parola in sillabe. Partire dalla sillaba significa tenere in considerazione le caratteristiche cognitive del bambino evidenziate dagli studi scientifici, quindi utilizzare il metodo didattico più accessibile all’alunno.L’attività di aggiornamento ha visto la partecipazione di un gran numero di insegnanti, che con grande entusiasmo si sono messe in gioco e hanno partecipato alla realizzazione di questa ricerca-azione. Durante il percorso, che è durato un intero anno scolastico, è emersa subito l’esigenza di creare del materiale didattico che rispondesse dal punto di vista teorico alle peculiarità del metodo. Nei successivi anni scolastici, abbiamo visto l’interesse da parte di altre colleghe a utilizzare il metodo sillabico per l’insegnamento della letto-scrittura, ma la difficoltà principale è sempre stata individuata nella mancanza di testi che esplicitassero in maniera dettagliata il percorso didattico. Da questo ricorrente bisogno abbiamo pensato, con il prezioso e imprescindibile supporto della dott.ssa Bertelli, di riorganizzare le attività programmate e realizzate e di includerle in un testo pubblicato successivamente.
Questo metodo ha permesso ai bambini, nel giro di poco tempo, di imparare a leggere parole bisillabe e semplici frasi. In tal modo si è consolidata la motivazione ad apprendere evitando al bambino di compiere ripetizioni meccaniche di sillabe (ad esempio ma, me, mi, mo, mu) che non generavano immediatamente parole e frasi di senso compiuto. La presentazione di ogni sillaba è sempre anticipata dalla lettura di un breve e simpatico testo al fine di stimolare l’interesse dell’alunno, motivarlo all’apprendimento della lettura e favorire lo sviluppo delle competenze testuali. Il metodo ha l’importante caratteristica di rendere attivi gli alunni nella costruzione del proprio processo di apprendimento, perché li stimola a formulare ipotesi, applicarle e verificarle. Favorisce lo sviluppo di un atteggiamento metacognitivo e metalinguistico nei confronti dell’apprendimento della lettura e della scrittura perché l’alunno è messo nella continua condizione di pensare al proprio modo di operare e di riflettere sulla struttura della lingua.
La presentazione graduale delle «sillabe in contrasto» permette di stabilizzarle e non confonderle.
Per il riconoscimento delle sillabe il metodo non utilizza, come i comuni alfabetieri, il disegno. L’alunno impara a leggere ogni sillaba come unità senza sovraccaricare la memoria. Un importante carico cognitivo viene invece abitualmente richiesto quando il bambino associa la sillaba al disegno (fa di fata) perché al momento della lettura deve abbinare il disegno della parola alla sillaba (fa di
fata) ricordando di esplicitare verbalmente solo la sillaba (dico fa e non fata). Il carico di memoria richiesto e la gestione del processo possono essere di intralcio all’apprendimento. Questa difficoltà può non evidenziarsi quando l’alunno si deve limitare alla lettura di semplici sillabe, ma diventa sicuramente significativa quando gli viene chiesto di leggere una parola o una frase. Il metodo sillabico
abitua invece fin da subito a riconoscere la sillaba globalmente e a pronunciarla.
Questo evita l’errore tipico che compiono alcuni alunni che, vedendo una sillaba, la riconoscono come la parola/immagine a cui è stata associata. I ritmi dilatati e l’utilizzo esclusivo del carattere stampato maiuscolo favoriscono lo stabilizzarsi dell’apprendimento e consentono a tutti di imparare o di progredire.
I bambini imparano facilmente a comporre parole autonomamente e quindi in breve tempo riescono a strutturare per iscritto brevi frasi.L’utilizzo del metodo ci ha fatto rilevare che nelle classi che lo hanno sperimentato, negli anni scolastici successivi, si evidenziano meno problemi di correttezza ortografica. L’esperienza ha dimostrato che la chiarezza e sistematicità del percorso didattico  lo rendono efficace e una guida sicura per favorire l’apprendimento della lettura e della scrittura dei bambini poco brillanti o
con bisogni educativi speciali, sostenendo la motivazione e la curiosità di quegli alunni che, nella fase di alfabetizzazione, imparano comunque a prescindere dal metodo in quanto li auto-motiva alla scoperta del codice?. Tali importanti caratteristiche qualificano sicuramente quello sillabico come un metodo inclusivo che favorisce l’apprendimento di tutti gli alunni. Auspico che l’esperienza riportata possa essere d’aiuto a molte insegnanti e ai bambini che giungono alla scuola primaria con il grande desiderio di imparare a leggere e a scrivere.

Aprire un blog

Un blog offre enormi potenzialità dal punto di vista didattico.

A scuola stiamo parlando del diario e stiamo leggendo “Il giornalino di Gianburrasca”…i bambini hanno immediatamente avuto l’idea e il desiderio di iniziare a scrivere un diario personale!

Felicissima della proposta, li ho spiazzati ed entusiasmati proponendo loro la possibilità di creare un blog di classe!

Non tutti sanno che cosa sia un blog…hanno pensato a facebook! Nooooo

Solo chi ha fratelli più grandi ha saputo spiegare agli altri e presi dalla curiosità abbiamo iniziato a curiosare nel web!

C’è chi ha suggerito che potremmo utilizzarlo per inserire le nostre esperienze, i racconti che scriviamo al lunedì, conoscere altri bambini, anche lontani…forse inglesi!

Felicissimi e pieni di iniziativa e di idea abbiamo cominciato a ragionare e a decidere come chiamarlo…così divisi in gruppo i bambini  hanno creato queste proposte:proposte nome blog

Belli no?

Purtroppo non siamo ancora riusciti a partire perché la Dirigente preferisce aprire un blog appoggiato al sito della scuola, come ampliamento…per motivi di sicurezza